
Biancheggia di travertino e di vapori sulfurei l'antico borgo di
Rapolano Terme, già castello di confine della Repubblica Senese
posto nel punto di trapasso tra le brulle Crete e le prime
propaggini della Val di Chiana. E se le acque (che sgorgano a
38°) portano alla cittadina una giusta fama di centro termale
per fanghi e inalazioni, la roccia calcarea lascia il segno
soprattutto nell'architettura e nel paesaggio.
Quindi, a
esempio, nella restante porzione della cinta muraria (con
cinque torri cilindriche e una quadrata), nelle due porte,
nonchè nel nucleo primo dell'insediamento, il castellare, che
ingloba tuttora alcune case-torri e una chiesetta romanica.
Nella chiesa della Fratemita sono custodite invece due
Madonne: una con Bambino attribuita alla scuola di Pietro
Lorenzetti e una del Rosario di Ventura Salimbeni (XVI sec.),
oltre a pregevoli affreschi coevi. Ma da non perdere sono
anche i dintorni, come il delizioso borgo di Serre, arrampicato
sulla collina (fu sede dei castellani imperiali del XII secolo),
colle sue mura turrite, il Palazzo di Giustizia (affreschi del
XIV secolo), i resti della rocca e la spettacolare grancia
trecentesca, caratteristico granaio fortificato medievale.
Tra i
castelli e i monumenti del circondario (Modanella, Armaiolo,
Poggio Santa Cecilia) merita un cenno particolare il podere
oggi denominato Le Pievi, che ingloba l'antichissima pieve di
Santo Stefano in Vicoduodecim, fonte battesimale menzionato
fin dal 1040.
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