
Circondato da boschi di querce e di castagni secolari,
Monticiano e il suo
territorio comunale narrano la lunga storia di borghi collocati sulle vie che
collegavano Siena alle Colline Metallifere e al mare. Nel corso del Medioevo fu
possesso dei Vescovi di Volterra, nel XIII sec. passo in dominio del Comune di
Siena.
Nel XVII secolo i Medici lo concedono in feudo ai Conti d'Elci. Nel Capoluogo,
posto su un'altura a pochi chilometri dalla riva destra del fiume Merse, si può
ammirare la chiesa di S. Agostino con la sala capitolare dell'ex convento
decorata da affreschi di Bartolo di Fredi, Guidoriccio Cozzarelli
e Giovanni di Paolo. La chiesa gotica è l'esempio di uno dei più antichi eremi
dell'ordine agostiniano. Faceva parte della stessa congregazione agostiniana
che comprendeva i conventi di Lecceto, San Leonardo al Lago e Santa Lucia.
Notevoli il palazzo Callaini e l'Antico Spedale, edificio trasformato in
Chiesa.
Sotto l'architrave della porta laterale c'è una decorazione curiosa: un serpente
con un giglio in bocca. La frazione di San Lorenzo a Merse conserva l'antico
Castello e la Chiesa romanica. Ai confini con il territorio grossetano Petriolo,
centro termale già noto in epoca romana, è un raro esempio di terme
medioevali fortificate di cui resta gran parte della cinta muraria quadrangolare
in pietra.
Ampi e incontaminati spazi paesaggistici si offrono quando si
raggiungono il nucleo abitato di Castello di Tocchi, interessante per la tipica
struttura del borgo con porta d'accesso ad arco ancora ben conservata, i
ruderi delle fortificazioni di Castellaccio, Monte Quoio e Renna.
A
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